12 Giu Il cibo industriale riduce attenzione e memoria, anche in chi mangia sano.
Siamo abituati a pensare che il declino cognitivo sia una questione di genetica, di età che avanza, di fattori su cui possiamo fare poco…
Siamo abituati a pensare che il declino cognitivo sia una questione di genetica, di età che avanza, di fattori su cui possiamo fare poco…
Esiste una domanda che chiunque si sia interessato di alimentazione si è posto almeno una volta: perché mangiamo più del necessario?
Siamo abituati, da sempre, a misurare l'età con il calendario, un numero che cresce di un'unità ogni anno ma che ci dice poco su come stia realmente invecchiando il nostro organismo.
Quando si parla di menopausa, il pensiero va subito alle vampate, agli sbalzi d'umore, alla difficoltà di gestire il peso e raramente ci viene in mente l'intestino… eppure gran parte dei sintomi che attribuiamo al calo degli estrogeni ha una componente intestinale profonda che nella pratica clinica viene quasi sempre ignorata.
Dentro ogni nostra cellula esistono dei piccoli organelli chiamati mitocondri, ovvero delle centrali energetiche che producono l'energia di cui abbiamo bisogno per vivere.
Siamo abituati a pensare che i batteri nel nostro intestino rispondano a quello che mangiamo, semplicemente crescendo o diminuendo di numero, un po' come ospiti che vanno e vengono a seconda del menu che offriamo.
Mi capita spesso nella pratica quotidiana di incontrare clienti con problematiche tiroidee che, nonostante siano seguiti farmacologicamente dal loro endocrinologo, continuano a sentirsi stanchi, a faticare nel perdere peso, a soffrire di nebbia mentale e di una freddolosità che non li abbandona mai e tutto...
Esiste una proteina nel nostro corpo di cui si parla ancora pochissimo fuori dagli ambienti di ricerca, eppure la comunità scientifica la considera oggi una delle molecole più promettenti nello studio dell'invecchiamento e della longevità.
Le nostre cellule durante il loro ciclo vitale si dividono, svolgono le loro funzioni e quando accumulano troppi danni vengono eliminate attraverso l'apoptosi, una sorta di autodistruzione programmata che mantiene i tessuti puliti e funzionali. Con il passare degli anni, però, un numero crescente di cellule...
Il fegato grasso non alcolico, tecnicamente definito steatosi epatica non alcolica o NAFLD, colpisce ormai circa il 25-30% della popolazione adulta nei paesi occidentali, rappresentando una vera e propria epidemia silenziosa;