Il cibo industriale riduce attenzione e memoria, anche in chi mangia sano.

Siamo abituati a pensare che il declino cognitivo sia una questione di genetica, di età che avanza, di fattori su cui possiamo fare poco… eppure una delle scoperte più rilevanti degli ultimi anni in ambito nutrizionale sta ribaltando questa visione, dimostrando che quello che mangiamo ogni giorno influenza direttamente le capacità del nostro cervello.

Il punto centrale che voglio spiegarvi oggi è che, secondo le ultime ricerche, conta sempre più il grado di trasformazione industriale del cibo, e non soltanto il suo profilo nutrizionale: due persone possono seguire una dieta apparentemente simile in termini di calorie, grassi e carboidrati, ma se una delle due assume regolarmente cibi ultra-processati, il suo cervello ne risentirà in modo misurabile.

È un concetto che cambia profondamente il modo in cui dovremmo valutare la nostra alimentazione, perché ci dice quanto leggere i valori nutrizionali sull’etichetta non basti più: oggi, infatti, sappiamo che quello che conta davvero è come quel cibo è stato prodotto, quanti passaggi industriali ha subito, quanti additivi contiene e quanto si è allontanato dalla sua forma originale.

La conferma più recente arriva da uno studio pubblicato proprio pochissimi giorni fa su Alzheimer’s & Dementia, la rivista dell’Alzheimer’s Association, condotto da un team di ricercatori della Monash University e della Deakin University.

I ricercatori hanno analizzato i dati alimentari e cognitivi di oltre 2.100 adulti australiani tra i 40 e i 70 anni, tutti senza diagnosi di demenza, e hanno osservato che ogni aumento del 10% nel consumo di cibi ultra-processati era associato a un calo misurabile dell’attenzione visiva e della velocità di elaborazione mentale; per tradurre questo dato in termini concreti, un aumento del 10% corrisponde più o meno ad aggiungere un pacchetto di patatine o una bibita gassata alla nostra routine quotidiana.

Il dato più significativo emerso dallo studio è che questa associazione restava invariata anche dopo aver corretto i risultati per la qualità complessiva della dieta, il che significa che il livello di trasformazione industriale del cibo agisce come fattore di rischio indipendente per il declino cognitivo: quindi anche chi segue un’alimentazione complessivamente sana ma inserisce regolarmente alimenti ultra-processati ne subisce le conseguenze a livello cerebrale.

I meccanismi attraverso cui gli alimenti ultra-processati danneggiano il cervello sono molteplici e si potenziano a vicenda: il primo e più documentato è la neuroinfiammazione: gli additivi chimici, gli emulsionanti, i dolcificanti artificiali e i grassi idrogenati presenti in questi prodotti attivano la microglia, le cellule immunitarie residenti nel cervello, innescando uno stato infiammatorio cronico che compromette la comunicazione tra i neuroni e accelera il deterioramento delle strutture cerebrali.

Il secondo meccanismo passa dall’intestino e coinvolge l’asse intestino-cervello che conosciamo bene: qui i cibi ultra-processati impoveriscono il microbiota, riducono la produzione di butirrato e di altri acidi grassi a catena corta che normalmente attraversano la barriera ematoencefalica e svolgono un ruolo protettivo e antinfiammatorio sul tessuto cerebrale.

Il terzo riguarda la riduzione del BDNF, il fattore neurotrofico cerebrale fondamentale per la neuroplasticità, la formazione di nuove sinapsi e la sopravvivenza dei neuroni, un parametro che cala significativamente quando l’alimentazione è caratterizzata da cibi industrializzati.

A conferma della solidità di queste evidenze, una revisione sistematica pubblicata ad aprile su Nutrients ha analizzato 14 studi sull’argomento e ha riportato come il 78,5% di essi documentasse un’associazione significativa tra maggiore consumo di cibi ultra-processati e peggiori performance cognitive, inclusi deficit nella memoria, nelle funzioni esecutive e nella cognizione globale.

Fortunatamente le soluzioni per proteggerci da questo tipo di danno sono alla portata di tutti, e partono dalla sostituzione progressiva degli alimenti ultra-processati con alimenti veri.

Gli acidi grassi omega-3 a catena lunga, che troviamo nel pesce azzurro, nell’avocado, nei semi oleosi e nella frutta secca, sono tra i nutrienti più studiati per la protezione neuronale e il supporto alla neuroplasticità.

I polifenoli di frutti di bosco, melagrana, cacao puro e olio extravergine di oliva attraversano la barriera ematoencefalica e svolgono un’azione antinfiammatoria e antiossidante diretta sul tessuto cerebrale.

Le fibre fermentabili di legumi, avena, topinambur, aglio e cipolle alimentano i batteri produttori di butirrato, consentendo il ripristino dell’asse di comunicazione intestino-cervello che gli ultra-processati tendono a interrompere, mentre le uova, spesso sottovalutate, sono una fonte eccellente di colina, precursore dell’acetilcolina, il neurotrasmettitore più coinvolto nei processi di memoria e apprendimento.

Per quanto riguarda la supplementazione, gli acidi grassi omega-3 in forma di EPA e DHA, il magnesio bisglicinato per il supporto alla trasmissione nervosa e i probiotici a base di ceppi specifici di Lactobacillus e Bifidobacterium possono integrare efficacemente un’alimentazione già orientata alla protezione cerebrale.

Nel Metodo Colombo la qualità e il grado di trasformazione del cibo sono parametri che valutiamo con la stessa attenzione che riserviamo ai macronutrienti e ai micronutrienti, perché sappiamo quanto il nostro organismo risponda a ciò che assumiamo.

Attraverso l’analisi delle abitudini alimentari, del profilo infiammatorio e della composizione corporea di ogni cliente, siamo in grado di costruire percorsi nutrizionali che lavorano contemporaneamente sulla protezione cognitiva, sulla salute del microbiota e sul controllo dell’infiammazione sistemica: perché non iniziare da subito a prendersi cura di sé?

Vi aspetto per un primo consulto in uno dei miei Studi in Svizzera (a Lugano, Pontresina e Zurigo) oppure, se preferite, anche online. Riservare è semplicissimo, vi basterà cliccare sul pulsante qui sotto.

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