La stitichezza ha una firma batterica precisa.

Quando pensiamo alla stitichezza cronica, l’approccio quasi automatico è aggiungere fibra, bere più acqua e muoversi di più… sono, ovviamente, tutti consigli corretti, ma incompleti, perché lasciano fuori un elemento che la ricerca sta finalmente riuscendo a osservare con precisione: la componente microbica specifica che regola la motilità intestinale attraverso la produzione locale di serotonina.

Sappiamo da tempo che la maggior parte della serotonina del nostro corpo, il neurotrasmettitore che associamo comunemente all’umore, viene prodotta nell’intestino piuttosto che nel cervello, ma fino a poco tempo fa non era chiaro se specifici batteri fossero in grado di sintetizzarla direttamente e influenzare così il transito intestinale in modo diretto e misurabile.

Uno studio pubblicato su Cell Reports e realizzato dall’Università di Gothenburg, ha risposto proprio a questa domanda: i ricercatori hanno identificato due specie batteriche, Limosilactobacillus mucosae e Ligilactobacillus ruminis, capaci di sintetizzare serotonina attraverso la decarbossilazione del 5-idrossitriptofano, ma soltanto quando agiscono insieme come consorzio batterico, non singolarmente.

Quando questo duo batterico è stato introdotto in topi geneticamente privi della capacità di produrre serotonina, i livelli fecali del neurotrasmettitore sono aumentati in modo significativo, insieme alla densità dei neuroni del colon e al numero di neuroni serotoninergici attivi, ma l’effetto più rilevante, riguarda la funzione: il consorzio batterico ha normalizzato il tempo di transito intestinale nei topi germ-free, riportandolo a livelli paragonabili a quelli di animali con un microbiota completo.

Nei campioni umani analizzati parallelamente, i ricercatori hanno osservato che le persone con sindrome dell’intestino irritabile presentavano livelli più bassi di Limosilactobacillus mucosae rispetto ai controlli sani, suggerendo un legame diretto tra la scarsità di questo batterio specifico e le difficoltà di transito intestinale che milioni di persone vivono quotidianamente.

Questo risultato si inserisce in un quadro più ampio, delineato da una revisione narrativa pubblicata su Frontiers in Microbiology, che ha ricostruito nel dettaglio i meccanismi attraverso cui il microbiota regola la sintesi di serotonina nell’intestino. La revisione conferma che batteri sporigeni indigeni stimolano la produzione di serotonina da parte delle cellule enterocromaffini, e che in caso di ridotta densità del sistema nervoso enterico e un transito intestinale rallentato, entrambi sono ripristinabili attraverso la ricolonizzazione batterica.

Questo secondo filone di ricerca ci conferma quindi, da una prospettiva più ampia, quello che lo studio svedese ha dimostrato in modo specifico: la stitichezza cronica può riflettere uno squilibrio preciso e identificabile nella popolazione batterica capace di produrre e modulare la serotonina intestinale.

Sul piano alimentare, sostenere la crescita di questi batteri specifici passa attraverso strategie che favoriscono in generale un microbiota ricco e diversificato: le fibre fermentabili di legumi, avena, topinambur, aglio e cipolle rappresentano il substrato fondamentale per la fermentazione batterica nel colon mentre gli alimenti fermentati come kefir, yogurt, crauti e kimchi possono contribuire ad arricchire la popolazione di lattobacilli, la famiglia batterica a cui appartengono entrambe le specie identificate dallo studio.

Il triptofano, precursore diretto della serotonina, si trova in buone quantità in uova, semi di zucca, legumi e pesce, ed è importante assicurarsene un apporto adeguato affinché il substrato per la sintesi serotoninergica non manchi mai, indipendentemente dalla presenza dei batteri giusti.

Per quanto riguarda la supplementazione, i probiotici a base di ceppi specifici di Lactobacillus, rappresentano oggi l’approccio più coerente con queste nuove evidenze, e la ricerca in questo campo si sta muovendo rapidamente verso probiotici sempre più mirati e specifici.

Nel Metodo Colombo la valutazione dello stato del microbiota rappresenta un elemento centrale di ogni percorso, in particolare modo quando affrontiamo problematiche di transito intestinale, perché la ricerca più recente conferma con sempre maggiore precisione quanto la stitichezza cronica possa avere una radice microbica specifica, ben oltre la semplice carenza di fibra o di idratazione.

Attraverso analisi mirate e la costruzione di piani nutrizionali e di supplementazione personalizzati, lavoriamo per sostenere l’ecosistema batterico intestinale nel suo complesso, favorendo le condizioni in cui specie come quelle identificate da questo studio possano prosperare e svolgere la loro funzione fisiologica.

Se convivete da tempo con gonfiore e difficoltà di transito intestinale, potrebbe essere il momento di guardare più a fondo, magari con un’analisi del microbiota intestinale e un percorso finalizzato alla ricostruzione della sua flora batterica.

Vi aspetto con piacere per un primo consulto nei miei studi di Pontresina, Lugano e Zurigo oppure online: riservare è semplicissimo, vi basterà cliccare sul pulsante verde qui sotto.

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