16 Lug L’osteoporosi ha una firma batterica precisa.
Quando pensiamo alla salute delle nostre ossa, la mente corre quasi automaticamente al calcio, alla vitamina D, all'attività fisica di carico, mentre raramente pensiamo all'intestino…
Quando pensiamo alla salute delle nostre ossa, la mente corre quasi automaticamente al calcio, alla vitamina D, all'attività fisica di carico, mentre raramente pensiamo all'intestino…
Siamo abituati, da sempre, a misurare l'età con il calendario, un numero che cresce di un'unità ogni anno ma che ci dice poco su come stia realmente invecchiando il nostro organismo.
Siamo abituati a pensare che i batteri nel nostro intestino rispondano a quello che mangiamo, semplicemente crescendo o diminuendo di numero, un po' come ospiti che vanno e vengono a seconda del menu che offriamo.
Esiste una proteina nel nostro corpo di cui si parla ancora pochissimo fuori dagli ambienti di ricerca, eppure la comunità scientifica la considera oggi una delle molecole più promettenti nello studio dell'invecchiamento e della longevità.
Il fegato grasso non alcolico, tecnicamente definito steatosi epatica non alcolica o NAFLD, colpisce ormai circa il 25-30% della popolazione adulta nei paesi occidentali, rappresentando una vera e propria epidemia silenziosa;
Ogni volta che si parla di glutine, ce ne disinteressiamo pensando sia un argomento correlato solo alla celiachia, ovvero una patologia autoimmune che colpisce circa l’1% della popolazione e richiede l’eliminazione totale e permanente di questa proteina dalla dieta.
Il nostro sistema immunitario ha dei sensori, chiamati “Toll-like receptors” che scansionano continuamente l'organismo alla ricerca di molecole “pericolose” e quando rilevano lipopolisaccaridi batterici, frammenti virali, o prodotti di danno cellulare, attivano la produzione di citochine pro-infiammatorie come IL-1, IL-6 e TNF-α, un sistema che esiste per proteggerci da infezioni e traumi.
Quando si parla di tiroide e autoimmunità, si tende a immaginare un disturbo legato esclusivamente alla genetica o allo stress;
Superata la soglia dei 50 anni, il nostro corpo inizia a mostrare dei cambiamenti fisiologici, dettati dall’invecchiamento, che agiscono in modo silenzioso ma progressivo: ad esempio facciamo più fatica a mantenere il nostro peso forma,
Sappiamo bene che il collagene è alla base di una pelle tonica, resistente e giovane ma spesso ignoriamo il fatto che, con il tempo, la sua sintesi rallenta, facendo apparire la pelle meno elastica e più rugosa: un cambiamento che ci spinge spesso alla ricerca del rimedio miracoloso.