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L’interazione costante tra alimentazione, metabolismo e salute ha assunto una nuova rilevanza nell’era moderna: in particolare, l’eccessiva stimolazione insulinica generata da diete ricche di carboidrati raffinati, zuccheri semplici e pasti frequenti (tipica della dieta dei paesi industrializzati) rappresenta una delle sfide principali della nutrizione preventiva dopo i 50 anni.

Quando si parla di difficoltà a perdere peso, siamo portati a pensare subito a elementi come calorie, macronutrienti, tipologia di allenamento, integratori… tutto vero, ma spesso non sufficiente: sempre più evidenze scientifiche, infatti, dimostrano che esistono meccanismi meno visibili, ma altrettanto potenti, che possono ostacolare il dimagrimento, come la permeabilità intestinale e la disbiosi.

Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha messo sempre più in evidenza un dato eloquente, ovvero come l’infiammazione cronica di basso grado rappresenti uno dei principali acceleratori dell’invecchiamento biologico, un processo profondo che coinvolge metabolismo, sistema cardiovascolare, cervello e perfino la capacità del nostro corpo...