14 Nov Neurotrasmettitori intestinali: il nuovo orizzonte del benessere
Per molti anni abbiamo pensato all’intestino come a un organo dedicato alla digestione, ma oggi, la ricerca ci ha fatto capire come in realtà sia un organo molto più complesso: nell’intestino si producono, infatti, molecole che guidano il nostro benessere emotivo, regolano la risposta allo stress e partecipano persino alla formazione dei ricordi.
Tra queste, la serotonina, una delle più importanti per il nostro organismo, in particolare modo dopo i 50 anni, quando il sistema nervoso e il metabolismo iniziano a cambiare e i segnali provenienti dal tratto gastrointestinale diventano ancora più determinanti per l’equilibrio dell’umore.
L’intestino è il principale produttore di serotonina del corpo: circa il 90% di questo neurotrasmettitore nasce tra le sue pareti e si occupa di modulare la comunicazione tra i batteri del microbiota e il sistema nervoso centrale attraverso il nervo vago, influenzando la nostra lucidità mentale, la capacità di gestire lo stress e il tono dell’umore.
Uno dei punti chiave è che il microbiota è in grado di stimolare le cellule enteroendocrine, ovvero quelle responsabili della produzione di serotonina: questo significa che la qualità della flora intestinale può modificare la quantità di serotonina prodotta e, di conseguenza, la stabilità emotiva.
Una ricerca pubblicata su Nature Microbiology ha proprio mostrato come specifici ceppi batterici (in particolare alcune specie di Bifidobacterium e Lactobacillus) siano in grado di potenziare la produzione di serotonina e di migliorare la comunicazione tra intestino e cervello: un dato che ha aperto la strada a un nuovo modo di leggere molti disturbi emotivi, soprattutto quando compaiono in età adulta, al di fuori di un quadro clinico depressivo vero e proprio.
Dopo i 50 anni, inoltre, il microbiota tende a perdere diversità: cambiano le abitudini alimentari, diminuisce l’assunzione di fibre, si riduce l’attività fisica e aumenta l’esposizione a fattori che interferiscono con la flora batterica, come farmaci o stress cronico.
Questa perdita di equilibrio può rendere il sistema intestino-cervello meno efficiente; mi capita spesso di sentire, dai miei clienti, frasi come “mi sento giù senza un vero motivo” o “non ho più la stessa lucidità di prima”, ovvero manifestazioni che spesso trovano origine nell’intestino, dove un microbiota impoverito produce meno metaboliti utili e invia segnali disordinati al sistema nervoso.
Un secondo aspetto cruciale riguarda l’infiammazione di basso grado, più comune con l’avanzare dell’età: quando l’intestino è irritato, infatti, rilascia molecole infiammatorie capaci di oltrepassare la barriera emato-encefalica e alterare i circuiti cerebrali legati all’umore.
A tal proposito, uno studio pubblicato su Biological Psychiatry ha mostrato come lo stato infiammatorio intestinale possa modificare la disponibilità di triptofano (l’aminoacido precursore della serotonina) spostandolo verso percorsi metabolici meno favorevoli alla stabilità emotiva. Anche questo ci aiuta a capire come alcune persone, dopo la mezza età, inizino a percepire un calo dell’umore o un aumento della suscettibilità allo stress senza un evento scatenante.
Fortunatamente, il nostro corpo è dotato di una grande plasticità: l’intestino si può riportare al suo stato di forma, la flora batterica si può ripristinare tramite specifica supplementazione e l’asse intestino-cervello può tornare a comunicare perfettamente.
In tutto questo, la nutrizione svolge un ruolo chiave: le fibre fermentabili, per esempio, sono il nutrimento principale dei batteri che producono acidi grassi a catena corta, come il butirrato (una molecola che protegge la barriera intestinale e regola lo stato infiammatorio). Per questo, aumentare l’introito di verdure fresche e di stagione, legumi, semi oleosi e cereali integrali può fare una grossa differenza anche sul tono dell’umore, oltre che sulla regolarità intestinale.
Accanto alle fibre, anche i polifenoli (presenti in frutti di bosco, tè verde, cacao, olio extravergine d’oliva) hanno dimostrato la capacità di modulare positivamente il microbiota, ridurre lo stress ossidativo e sostenere la produzione di neurotrasmettitori: la loro azione è particolarmente utile con l’avanzare dell’età, quando aumenta l’esposizione ai radicali liberi e il corpo diventa meno efficiente nel contrastarli autonomamente.
Quando necessario, e sempre sotto stretta indicazione da parte del nutrizionista di fiducia, può essere utile una supplementazione mirata; ad esempio, alcune specie come Lactobacillus helveticus, Bifidobacterium longum e Lactobacillus rhamnosus hanno mostrato effetti positivi sul benessere emotivo e sulla risposta allo stress, grazie alla loro capacità di potenziare la comunicazione intestino-cervello e di modulare la produzione di serotonina.
Nel Metodo Colombo, ogni percorso inizia sempre da una valutazione accurata, basata su analisi del microbiota, esame delle abitudini alimentari, studio della qualità del sonno, livelli di infiammazione e stress, con un approccio che permette di capire come si sta muovendo l’asse intestino-cervello e quali strategie sono davvero utili per riportarlo in equilibrio.
La personalizzazione è sempre la chiave, soprattutto dopo i 50 anni, quando piccoli cambiamenti fisiologici possono modificare profondamente il modo in cui il corpo reagisce a ogni stimolo; un lavoro che richiede metodo, consapevolezza e una giusta guida, ma che ripagherà con uno stato di benessere mai avuto prima.
Se senti che il tuo umore è cambiato negli ultimi anni, o se vuoi capire in che modo il tuo intestino sta influenzando la tua salute, puoi prenotare un primo consulto con me nei miei studi di Lugano, Zurigo o Pontresina, oppure online; il passo successivo sarà costruire, insieme, una strategia che ti aiuti a stare davvero bene.