Ipertensione arteriosa: il killer silenzioso

L’ipertensione arteriosa è una condizione caratterizzata dall’elevata pressione del sangue nelle arterie, determinata dalla quantità di sangue che viene pompata dal cuore e dalla resistenza delle arterie al flusso del sangue: parliamo di uno stato, costante e non occasionale, in cui la pressione arteriosa a riposo risulta più alta rispetto agli standard fisiologici considerati normali.

Classicamente, e come conseguenza delle modificazioni che avvengono nell’organismo per effetto dell’invecchiamento, gli anziani ed i grandi anziani (ultranovantenni) soffrono più spesso di ipertensione, con valori molto sballati.

Ipertensione come fattore di rischio

L’ipertensione arteriosa, di per sé, non è una malattia, ma un fattore di rischio, ovvero una condizione che aumenta la probabilità che si verifichino altre malattie cardiovascolari, per esempio: infarto miocardico ed ictus. I suoi numeri sono impressionanti; pensate che colpisce circa il 20% della popolazione adulta e rappresenta uno dei maggiori problemi clinici dei tempi moderni. Individuarla e curarla è molto importante per prevenire patologie anche gravi come: retinopatia ipertensiva, nefropatia, cardiopatia, fibrillazione atriale, infarto ed aneurisma dell’aorta

Per comprendere meglio di cosa stiamo parlando, è utile fare un ripasso su cosa sia la pressione arteriosa, ovvero la forza che il sangue esercita contro le pareti dei vasi sanguigni, a seguito dell’azione di pompa svolta dal cuore. Il suo valore dipende da vari fattori, tra cui, la forza di contrazione del cuore: la gittata sistolica, la frequenza cardiaca, le resistenze periferiche (ossia le resistenze opposte alla circolazione del sangue dallo stato di costrizione dei piccoli vasi arteriosi), l’elasticità dell’aorta e la volemia, ovvero il volume totale di sangue circolante nel corpo.

Accanto alla forma di ipertensione più tradizionale, in cui sia la pressione arteriosa minima che quella massima superano costantemente i valori normali, esistono forme di ipertensione che potrebbero rientrare alla voce “casi particolari”.

Tra questi figurano:

  • ipertensione labile: condizione caratterizzata da passaggi improvvisi e imprevedibili della pressione arteriosa da livelli normali a livelli elevati;
  • ipertensione diastolica pura: condizione in cui l’aumento pressorio riguarda soltanto la pressione minima;
  • ipertensione sistolica pura: condizione in cui l’incremento pressorio interessa soltanto la pressione massima;

 

Importante controllarne periodicamente i valori evitando di assumere caffeina o di fumare nei 30 minuti precedenti.

Quali sono i sintomi dell’ipertensione?

Alcuni sintomi possono essere:

  • mal di testa localizzato dietro la nuca o al vertice del capo che scompare spontaneamente dopo alcune ore,
  • capogiri,
  • palpitazioni,
  • affaticamento eccessivo,
  • perdita di sangue dal naso,
  • disturbi della vista,
  • impotenza,
  • aritmie.

Come mantenere una pressione corretta?

Per mantenere dei valori perfetti è importantissimo regolare dieta e stile di vita, due fattori chiave per una vita sana.

A livello alimentare, è fondamentale bilanciare l’assunzione di sodio e potassio, poiché la sola diminuzione del sodio non migliora la pressione se non si aumenta anche il potassio: di conseguenza ridurre gli alimenti ricchi di sodio come sale, formaggi stagionati, salumi e pesce (acciughe, salmone, tonno, alici e sardine), dadi da brodo e tutti gli alimenti che vanno ad appesantire l’organismo come latte vaccino e burro.

Meglio optare per cereali integrali e legumi (veri e propri super alimenti) in quanto la loro ricchezza in fibre favorisce una diminuzione della pressione, oltre ad agevolare il transito intestinale prevenendo condizioni come stipsi, gonfiore addominale e meteorismo.

Frutta e verdura di stagione garantiscono l’introito di potassio, essendo naturalmente ricchi di potassio e poveri di sodio, ma anche ricchi di vitamine antiossidanti come la vitamina C, presente soprattutto negli agrumi.

Cercate di variare sempre il loro colore: ad ognuno, infatti, corrispondono proprietà nutrizionali diverse.

Nell’ipertensione è utile agevolare le funzioni renali diminuendo un eccessivo consumo di carne e di tutti gli alimenti ricchi di glutine (ad esempio il frumento), a favore di altri cereali come orzo e farro che ne contengono meno, o riso, miglio e quinoa che ne sono privi.

Mi raccomando, evitate anche tutte le bevande di utilizzo comune che possono portare ad un repentino aumento della pressione, specialmente se assunte per lunghi periodi di tempo: nello specifico caffè (e tutti i derivati che contengono caffeina), , guaranà, bibite gassate come la cola ed energy drink (spesso contengono una quantità di caffeina paragonabile a 2-3 tazzine, oltre ad altre sostanze eccitanti).

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