Immunosenescenza ed alimentazione: come contrastare l’invecchiamento immunitario

La nostra vita è un percorso bellissimo che ci porta dalla nascita fino alla vecchiaia, con tutta una lunga serie di passaggi (biologici e non) a cui il nostro corpo è sottoposto.

Pensate solo a quanto possa cambiare nei primi anni di vita, con la crescita, lo svezzamento e lo sviluppo del bambino o ancora il grandissimo cambiamento dell’adolescenza, quando si vive una fase di transizione da bambini verso l’età adulta.

La crescita e l’invecchiamento, del resto, sono dei processi fisiologici multifattoriali (irreversibili) che vanno a coinvolgere anche il nostro sistema immunitario, caratterizzato da immunosenescenza ovvero il suo naturale invecchiamento biologico.

È caratterizzato da un progressivo declino di immunità e, più gli anni passano, più la risposta immunitaria va a ridursi, con conseguente aumento del rischio di infezioni, malattie autoimmuni, malattie degenerative e stati infiammatori cronici: questo crea terreno fertile ai vari agenti patogeni.

Purtroppo, non solo l’età biologica va ad agire su questo fenomeno ma, giorno dopo giorno, “scriviamo” il nostro decorso. Pensate anche a quanta energia si aveva a 20 anni: si poteva fare tardissimo ed il mattino ci si svegliava freschissimi o ancora, si potevano sollevare carichi e fare gesti atletici senza dolori cronici o infortuni… poi, con il passare degli anni, tutto cambia.

Ma allora, cosa possiamo fare per contrastare questo invecchiamento immunitario?

La cosa migliore che possiamo fare è iniziare, da subito, a curare la nostra alimentazione (che rimane il mezzo più potente per contrastare questo fenomeno): numerose ricerche scientifiche, infatti, hanno dimostrato quanto l’alimentazione giochi un ruolo primario nell’influenza alla resistenza dalle infezioni.

Esistono, però, una serie di fattori che possono andare a compromettere e sbilanciare una dieta, motivo per cui è molto importante essere sempre seguiti da un bravo nutrizionista, unica figura in grado di consigliarci e guidarci verso un piano alimentare specifico per le nostre esigenze nutrizionali.

Con il passare degli anni si va incontro a fenomeni come:

  • alterazione del gusto (la percezione è sempre minore),
  • alterazione del senso di fame e di sazietà (con frequente inappetenza),
  • riduzione dell’attività fisica con conseguente sedentarietà e fragilità ossea,
  • introduzione di terapie farmacologiche (spesso con più farmaci contemporaneamente),
  • condizioni frequenti di stipsi,
  • stati infiammatori,
  • stress,
  • depressione,
  • modifiche alla funzionalità digestiva

 

tutti punti che possono portare a delle carenze nutrizionali, anche gravi, dei principali nutrienti e micronutrienti come vitamine, minerali proteine.

Un altro aspetto che deve essere sempre tenuto in considerazione, quando si pianifica una dieta, è l’apporto di antiossidanti: speciali molecole in grado di contrastare i danni da radicali liberi e rallentare l’invecchiamento cellulare.

Anche il microbiota intestinale gioca un ruolo di vitale importanza: numerose ricerche scientifiche, effettuate sulla flora batterica, hanno dimostrato come una diminuzione della sua diversità ed in particolare una riduzione delle specie che producono butirrato (un potente agente antinfiammatorio) sia associata ad un forte aumento di rischio di suscettibilità alle infezioni.

Per questo, vi consiglio di monitorare periodicamente (sempre su indicazione del vostro nutrizionista) la composizione del microbiota intestinale in modo da intervenire subito (in caso di stati disbiotici) con un’adeguata supplementazione di probiotici e prebiotici.

A livello di “dieta”, la migliore risulta essere il modello mediterraneo: ricco di verdura fresca e di stagione (una vera e propria miniera di antiossidanti, vitamine e sali minerali) in abbinamento ad agrumi, frutti rossi e frutta a guscio (oltre ad avere effetti antiinfiammatori, è ricca di acidi grassi Omega-3 che apportano numerosi effetti benefici al nostro apparato cardiovascolare).

Cereali integrali, legumi ed olio extravergine di oliva completano il profilo dei nutrienti con proteine, fibre e grassi buoni.

Da evitare sempre zuccheri semplici, alimenti confezionati, cereali raffinati, carni rosse (in particolar modo quelle processate) e bevande zuccherate.

Da preferire cotture che non vanno a “bruciare” i nutrienti, come quella al vapore, da evitare invece le fritture e l’utilizzo di grassi come burro, strutto e margarina.

Prendete l’abitudine di effettuare, periodicamente, delle analisi ematiche dei principali valori importanti come colesterolo, glicemia, vitamina D e vitamina B12 ma, soprattutto, non abbiate paura a rivolgervi al nutrizionista, anche se non avete chili da perdere ma volete solo perfezionare il vostro stile di vita.

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