16 Lug L’osteoporosi ha una firma batterica precisa.
Quando pensiamo alla salute delle nostre ossa, la mente corre quasi automaticamente al calcio, alla vitamina D, all'attività fisica di carico, mentre raramente pensiamo all'intestino…
Quando pensiamo alla salute delle nostre ossa, la mente corre quasi automaticamente al calcio, alla vitamina D, all'attività fisica di carico, mentre raramente pensiamo all'intestino…
Oggi voglio parlarvi di una tematica molto sentita, specialmente con il passare degli anni e l’avanzare dell’età: la salute delle nostre articolazioni.
Molto spesso si sente parlare di vitamina D, un nutriente essenziale per il nostro organismo, che gioca un ruolo cruciale in tantissimi processi fisiologici: dal mantenimento della salute ossea alla modulazione del sistema immunitario.
Il corpo umano raggiunge il suo apice in termini di massa muscolare intorno ai 25 anni, mantenendolo fino a circa 40; tuttavia, tra questa età ed i 50 anni, iniziamo a vivere una progressiva perdita di questa massa, tramite una condizione nota come sarcopenia,
Con l’arrivo della menopausa, molte donne aumentano di peso e hanno più difficoltà a dimagrire.
Una delle sfide più significative che il nostro corpo si trova ad affrontare, durante il corso degli anni, è la progressiva perdita di massa ossea nel nostro scheletro, un processo che rende le ossa più sottili, porose e fragili.
Il femore è l'osso dello scheletro umano più lungo, voluminoso e resistente su cui grava tutto il peso corporeo. Dal punto di vista anatomico, il femore è diviso in tre parti: l’estremità prossimale che si unisce all’anca, la parte che aderisce al ginocchio e, al centro, il corpo del femore.
L’osteoporosi è una malattia sistemica che comporta la riduzione della massa ossa e l’alterazione del tessuto scheletrico che diventa sempre più fragile ed esposto al rischio di fratture spontanee.
L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) indica un consumo massimo, giornaliero, di 5 grammi di sale (corrispondenti a circa 2 grammi al giorno di sodio): considerando che, gran parte del sodio che assumiamo deriva da prodotti alimentari presenti sul mercato (ad esempio pane, prodotti da forno, formaggi, salumi) o da prodotti che lo contengono in modo naturale, possiamo capire quanto sia facile andare ben oltre il consumo massimo suggerito.
Una delle domande più frequenti, tra le mie clienti, è il chiedersi come mai, dopo l’arrivo della menopausa, pur non avendo variato dieta e stile di vita, si tenda ad ingrassare e ad accumulare grasso, in particolare a livello addominale.