Diverticoli, diverticolite e dieta: cosa fare?

I diverticoli sono delle minuscole cavità simili a dei piccoli sacchettini che si formano nel colon. Le dimensioni di queste piccole ernie della mucosa intestinale possono variare da quelle di un piccolo pisello fino a quelle di una nocciola.

Si tratta di vere e proprie alterazioni anatomiche del colon che possono essere classificate in due tipologie:

  • diverticoli meno problematici
  • diverticoli più gravi che coinvolgono tutti gli strati della parete intestinale.

 

Questa condizione è piuttosto frequente sopra i 60 anni e colpisce indistintamente uomini e donne. La scoperta è quasi sempre casuale ed avviene durante esami diagnostici eseguiti per altre ragioni come ecografia addominale, tomografia e colonscopia.

Quali sono i sintomi dei diverticoli?

I sintomi principali della diverticolosi sono molto simili a quelli della sindrome dell’intestino irritabile e comprendono:

  • stitichezza,
  • meteorismo e flatulenze,
  • alterazioni dell’alvo,
  • diarrea,
  • dolore addominale.

 

Quando i diverticoli si infiammano, si parla di diverticolite: una condizione che si manifesta con dolore localizzato principalmente nel quadrante inferiore sinistro dell’addome accompagnato da febbre, nausea, vomito e scariche diarroiche.

Nei casi più gravi, è possibile avere anche importanti perdite di sangue che possono far insorgere una condizione di anemia o, addirittura, portare alla perforazione intestinale con conseguente peritonite.

Quali sono le cause dei diverticoli?

 Il loro sviluppo è principalmente correlato ad una dieta errata che porta ad un’alterazione della motilità intestinale. È un problema che sta aumentando sempre di più nel mondo occidentale dove l’alimentazione è ricca di alimenti raffinati, carne, cibi confezionati, grassi e povera di alimenti ricchi di fibre come cereali integrali, frutta e verdura.

La dieta, quindi, è basilare per la prevenzione e per il trattamento dei diverticoli.

Come deve essere la dieta in caso di diverticoli?

 La dieta preventiva si basa su due concetti fondamentali:

  • ridurre la possibilità di formazione dei diverticoli,
  • ridurre la possibilità di infiammazione dei diverticoli.

 

Questo può essere fatto prestando attenzione alla ripartizione nutrizionale che dovrà essere ricca di fibre, probiotici e prebiotici (a tal proposito, consiglio sempre di effettuare un’analisi del microbiota intestinale per conoscere l’esatta composizione, valutare l’eventuale presenza di patogeni ed intervenire tramite integrazione per un corretto ripristino della condizione di eubiosi (equilibrio della flora batterica) intestinale. Per maggiori informazioni su questa analisi puoi cliccare qui).

Anche in presenza di diverticoli (quando non infiammati), è necessario aumentare l’apporto di fibre nella dieta, che dovrebbe raggiungere i 35-40 grammi al giorno.

L’idratazione rappresenta un altro punto fondamentale, per questo è necessario bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno. Per chi non sente la sensazione di sete, consiglio di utilizzare delle applicazioni per smartphone che, ad intervalli di tempo prestabilito, inviano una notifica con un promemoria per bere un bicchiere di acqua. Se vi piace qualcosa di più gustoso, potete preparare degli infusi (sia caldi che freddi) da portare con voi in una borraccia termica: oltre ad avere un ottimo gusto, aiutano a rifornire il nostro corpo di minerali ed antiossidanti.

Evitate, invece, le bevande zuccherate e le bibite (anche quelle “zero”).

Da eliminare o ridurre drasticamente l’apporto di grassi, specialmente quelli di origine animale, anche in cottura: meglio sostituire burro e margarina con olio extra vergine di oliva, privilegiando cotture al vapore o alla piastra. Da escludere totalmente fritture e bolliti di carne.

Allo stesso modo, vanno banditi i prodotti raffinati: pasta e riso bianchi, farinacei e prodotti da forno, merendine e cracker confezionati.

Optate, invece, per cereali integrali come farro, riso e cous cous, quinoa e legumi, verdura come broccoli, melanzane, carciofi, sedano, lattuga, radicchio e carote (tutti alimenti ricchi di fibre ed acqua che aiutano ad aumentare il volume delle feci); ok anche a passate di verdure e minestroni.

Come frutta, consiglio di optare per prugne, mele, pere ed albicocche da consumare con la loro buccia (che contiene la maggior quantità di fibra). Da evitare, invece, alimenti che contengono semini come pomodori, uva, kiwi, lamponi, fragole e fichi dato che potrebbero bloccarsi nei diverticoli, infiammandoli.

Se siete in presenza dei sintomi sopra citati, specialmente se si protraggono nel tempo, evitate il fai da te e contattate subito il vostro nutrizionista di fiducia in modo da indagare subito sulle cause scatenanti ed escludere la presenza di patologie più severe.

 


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