Hai mai sentito parlare della dieta autoimmune?

Negli ultimi anni sto assistendo ad un aumento spropositato di casi di malattie autoimmuni, spesso derivanti da una scorretta e prolungata alimentazione che, nel corso del tempo, ha portato a gravi stati disbiotici (una condizione in cui non si ha più un perfetto equilibrio della flora batterica ed i patogeni prendono il sopravvento) e, successivamente, a permeabilità intestinale, condizione in cui i patogeni, partendo dall’intestino, entrano nel circolo sanguigno arrivando agli altri organi.

Questa condizione può portare alla nascita di malattie autoimmuni anche molto gravi e debilitanti come sclerosi multipla, lupus, artrite reumatoide, colite ulcerosa, tiroidite di Hashimoto, fibromialgia, celiachia e molto altro ancora.

Il nostro microbiota, infatti, ha un filo diretto con il sistema immunitario grazie ai simbioti (che rilasciano molecole fondamentali per il nostro benessere) ed ai patobionti (batteri che mantengono attivo il nostro sistema immunitario preparandolo a combattere gli agenti patogeni). Quando questo equilibrio si rompe, si va incontro ad uno stato di intestino disbiotico in cui aumentano le specie in grado di produrre sostanze pro-infiammatorie che mandano in tilt il nostro sistema immunitario facendolo letteralmente combattere contro di noi.

La dieta autoimmune, se applicata correttamente, si prefigge di ridurre lo stato infiammatorio, migliorando la sintomatologia caratteristica delle malattie autoimmuni (con conseguente aumento della qualità della vita del paziente), aumentando i nutrienti e riducendo le tossine.

Si basa su una rivisitazione della dieta Paleo (una dieta in cui si sostiene l’idea che gli esseri umani debbano mangiare quanto più possibile in modo simile a quello dei nostri antenati, evitando gli alimenti introdotti nelle ultime centinaia di anni come il grano o tutti gli alimenti trasformati / derivanti da processo industriali) e prevede l’eliminazione di una lunga serie di alimenti.

In questo caso, dovranno essere rimossi:

  • latticini,
  • uova,
  • cereali (inclusi grano, riso e farine),
  • legumi (fagioli e lenticchie),
  • alcune tipologie di verdure come pomodori, melanzane, peperoni e patate,
  • ogni tipologia di zucchero / alimento zuccherato.

 

Gli alimenti concessi, invece, sono:

  • carne,
  • pesce,
  • verdure a foglia verde,
  • alcune tipologie di frutta (come le bacche),
  • grassi di origine animale, in particolare ricchi di acidi grassi Omega-3

 

Questa dieta si concentra sull’alimentazione dei mitocondri, le centrali elettriche delle cellule, per questo porta ad evitare tutti gli alimenti che possono causar loro dei danni.

Rispetto alla dieta Paleo, questo protocollo ha un focus specifico sulle verdure non amidacee che darebbero supporto ai mitocondri nel convertire cibo in energia.

Come potrete ben capire, questa dieta include sicuramente molti alimenti ricchi di vitamine e sostanze nutritive ma, di contro, potrebbe essere difficile raggiungere quantità sufficienti di alcune tipologie di nutrienti o soddisfare il proprio fabbisogno calorico giornaliero, per questo è indispensabile che questi regimi alimentari vengano sempre messi in atto sotto la stretta supervisione di un nutrizionista in grado di bilanciare tutti i nutrienti necessari durante la giornata.

Inoltre, il vostro nutrizionista sarà in grado di indirizzarvi verso le corrette analisi da effettuare (ad esempio una mappatura completa del microbioma intestinale) identificando il piano nutrizionale e di supplementazione più adatto alla vostra condizione. A supporto, potrà anche consigliarvi specifici esami del sangue e controllare l’eventuale carenza di minerali e vitamine fondamentali per il nostro benessere.

Non affidatevi al fai da te, rischiereste di peggiorare ulteriormente la situazione. Se volete approfondire la tematica, potete fissare un primo incontro conoscitivo con me, in Studio o Online, a questo link.


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