16 Gen Fegato grasso: quando il problema non è il peso.
La steatosi epatica non alcolica viene spesso associata all’obesità, al sovrappeso evidente, alle persone che hanno chiaramente bisogno di perdere molti chili, un’associazione che ha senso da un punto di vista epidemiologico: la maggior parte delle diagnosi di fegato grasso avviene effettivamente in persone con un eccesso ponderale visibile.
Il problema è che esiste una quota significativa di persone normopeso, talvolta anche magre, che sviluppano steatosi epatica senza che nessuno lo sospetti, proprio perché dall’esterno sembrano in perfetta forma, un fenomeno che viene descritto con l’acronimo TOFI, (Thin Outside Fat Inside – magro fuori e grasso dentro).
Queste persone hanno un BMI nella norma, vestono taglie standard, superano visite mediche senza campanelli d’allarme, eppure accumulano grasso viscerale attorno agli organi interni, in particolare nel fegato: un grasso metabolicamente attivo, che produce sostanze infiammatorie e interferisce con la funzionalità epatica esattamente come accadrebbe in una persona obesa, con l’aggravante che viene scoperto più tardi proprio perché l’apparenza inganna.
La diagnosi di NAFLD in normopeso arriva spesso per caso, durante un’ecografia addominale fatta per altri motivi, o a seguito di transaminasi elevate riscontrate in esami di routine. Il cliente arriva poi da me confuso, convinto che ci sia un errore, perché il peso è sempre stato stabile, la dieta abbastanza sana e l’attività fisica costante.
L’accumulo di grasso epatico può progredire, poi, verso l’infiammazione (steatoepatite), la fibrosi e, nei casi più gravi, la cirrosi, un percorso patologico identico a quello dei pazienti in sovrappeso.
La causa principale di questa condizione risiede nell’insulino-resistenza, un’alterazione del modo in cui le cellule rispondono all’insulina: quando i tessuti periferici, in particolare il muscolo, diventano resistenti all’azione dell’insulina, il glucosio fatica a entrare nelle cellule e il fegato risponde aumentando la produzione di trigliceridi e accumulandoli al suo interno.
Uno studio pubblicato su Journal of Hepatology ha analizzato oltre duemila individui normopeso con diagnosi di NAFLD, evidenziando che la prevalenza di insulino-resistenza in questo gruppo era comparabile a quella dei pazienti obesi con la stessa condizione. I ricercatori hanno poi concluso che il grasso viscerale e la sensibilità insulinica sono predittori di steatosi epatica indipendentemente dal BMI, suggerendo che il peso corporeo da solo è un indicatore insufficiente per valutare il rischio metabolico.
La composizione corporea diventa quindi il parametro chiave: sappiamo bene che una persona può pesare 65 chili ed essere metabolicamente sana, oppure pesare 65 chili con massa magra ridotta, grasso viscerale aumentato e fegato steatosico.
Le persone normopeso con NAFLD tendono anche ad avere meno muscolo di quanto dovrebbero per la loro struttura, e questo deficit muscolare peggiora la gestione del glucosio, favorendo l’accumulo epatico di grasso.
Gli stili di vita giocano un ruolo determinante: ad esempio alimentazioni ricche di zuccheri semplici, sedentarietà che riduce progressivamente la massa muscolare, diete yo-yo che hanno compromesso il metabolismo nel tempo, per non parlare poi del fruttosio che è tra i principali nemici e viene metabolizzato prevalentemente dal fegato favorendo direttamente la lipogenesi epatica, ovvero la produzione di grasso a partire dagli zuccheri. Un’altra interessante ricerca pubblicata su Gastroenterology ha mostrato che l’assunzione elevata di fruttosio è associata a un rischio significativamente maggiore di NAFLD anche in soggetti normopeso, confermando che la qualità della dieta conta più della quantità di calorie totali.
Sul fronte nutrizionale, le strategie per trattare la NAFLD in normopeso devono affrontare contemporaneamente insulino-resistenza, composizione corporea e infiammazione epatica, quindi la riduzione degli zuccheri semplici e del fruttosio aggiunto diventa prioritaria: eliminiamo bevande zuccherate, limitiamo drasticamente dolci, merendine e prodotti da forno industriali mantenendo, al tempo stesso, carboidrati complessi come cereali integrali e legumi, inserendoli in pasti bilanciati con proteine e fibre che rallentano l’assorbimento del glucosio.
Le proteine assumono un ruolo centrale nella gestione della NAFLD in normopeso, perché supportano il mantenimento e la ricostruzione della massa muscolare: in questi casi, un apporto adeguato, distribuito nei pasti principali, aiuta a migliorare la sensibilità insulinica e a ridurre il carico metabolico sul fegato. Fonti di qualità come pesce azzurro, uova e legumi possono essere incluse quotidianamente, evitando di concentrare tutte le proteine in un solo pasto.
I grassi vanno scelti con criterio: gli acidi grassi saturi andrebbero limitati, mentre i grassi insaturi da olio extravergine d’oliva, frutta secca, semi oleosi, avocado e pesce azzurro hanno mostrato ottimi effetti protettivi sul fegato riducendo l’accumulo di trigliceridi epatici e l’infiammazione.
La vitamina D, altrettanto importante e spesso carente nei pazienti con NAFLD, andrebbe misurata e corretta (se insufficiente), insieme al proprio nutrizionista di fiducia, dato il suo ruolo nella regolazione dell’infiammazione e della sensibilità insulinica.
Nel Metodo Colombo, la gestione della NAFLD in normopeso parte sempre dalla valutazione della composizione corporea con strumenti precisi, dall’analisi della sensibilità insulinica e dalla comprensione della storia metabolica del paziente, con l’obiettivo di ricostruire massa magra, migliorare la gestione del glucosio e ridurre l’accumulo epatico di grasso attraverso un’alimentazione mirata e sostenibile nel tempo, monitorando passo dopo passo tutti i progressi.
Se hai ricevuto una diagnosi di steatosi epatica pur essendo normopeso, o se vuoi verificare il tuo assetto metabolico e la tua composizione corporea per prevenire questo tipo di problemi, ti aspetto da me in Studio a Pontresina, Lugano o Zurigo, oppure online. Riservare è semplicissimo, ti basta cliccare sul pulsante verde qui sotto e seguire le istruzioni a schermo.