Correlazione tra malattie autoimmuni e stress.

Negli ultimi anni, sempre più ricerche si sono soffermate sull’interazione tra stress cronico, alimentazione e malattie autoimmuni come, ad esempio, artrite reumatoide o morbo di Crohn (un’infiammazione cronica dell’intestino).

Una ricerca, coordinata dall’Università dell’Islanda e pubblicata sulla rivista Jama, ha condotto un’analisi su un campione di oltre un milione di pazienti esaminati nel corso degli anni evidenziando come il 40% delle persone con condizioni di stress cronico e prolungato nel tempo, fossero a rischio di ricevere una diagnosi di malattia autoimmune ed in particolar modo morbo di Crohn, artrite reumatoide, celiachia e diabete di tipo I.

Lo stress è una risposta fisiologica del nostro organismo ad uno stimolo esterno e si divide in acuto e cronico. Il primo, paradossalmente, può apportare benefici all’organismo in quanto mette in moto tutti i nostri meccanismi; il secondo, invece, può avere effetti devastanti andando, man mano, a convogliare questa risposta difensiva nei confronti di sé stesso.

Più è elevata l’esposizione allo stress e più è probabile sviluppare una malattia autoimmune dove il fattore nervoso diventa un cofattore della genesi della malattia stessa.

Questo legame si manifesta, particolarmente, quando il soggetto non è in grado di affrontare correttamente una situazione di stress.

Capite bene che è essenziale agire in ottica preventiva prima che sia troppo tardi: per questo consiglio sempre ai miei pazienti che stanno vivendo periodi “particolari” di effettuare uno stress check, un’analisi con uno specifico macchinario che monitora la condizione dello stress nell’arco delle 24 ore, dando un quadro ben definito della situazione in modo da agire tramite modifiche comportamentali, modifiche alimentari e supplementazione di specifici micronutrienti mirata all’alleviamento della condizione.

Un’altra analisi molto consigliata in questi casi è il cardi check: dato che lo stress influisce notevolmente sulla salute del sistema cardiocircolatorio, si vanno a controllare vari parametri ad essa legata per tracciare un profilo di rischio e decidere, insieme allo specialista, come intervenire.

Un altro fronte sui cui possiamo agire è l’alimentazione: varie ricerche scientifiche hanno dimostrato il suo ruolo decisivo nel controllare e nel far regredire gli stati infiammatori: per questo si rivela un prezioso alleato nella prevenzione delle malattie autoimmuni.

Il sovrappeso e l’obesità sono due condizioni associate ad uno stato pro-infiammatorio, in grado di promuovere la comparsa di malattie autoimmuni: condizioni in cui il sistema immunitario incomincia ad aggredire le cellule del suo stesso corpo, portando allo sviluppo di condizioni anche gravi.

L’infiammazione è il nemico numero uno di queste patologie e può portare al loro aggravarsi in poco tempo.

Dal punto di vista alimentare, possiamo agire abbandonando una serie di alimenti come grassi, zuccheri, sale, alimenti raffinati ed alimenti processati.

Un’alimentazione ipocalorica che includa acidi grassi polinsaturi come gli omega 3 può avere effetti benefici mentre, al contrario, l’assunzione di grassi trans (presenti in margarina e vari prodotti da forno) può essere deleteria.

La dieta dovrebbe essere quanto più possibile a base vegetale e ricca di antiossidanti, con frutta e verdura fresche, cereali integrali e legumi. Il sale dovrebbe essere evitato, al suo posto è preferibile optare per l’utilizzo di spezie che, oltre ad insaporire il piatto, lo arricchiscono di proprietà nutrizionali.

Anche la flora batterica intestinale è direttamente coinvolta in questi processi di risposta immunitaria: in caso di disbiosi aumenta, infatti, lo stato infiammatorio e si può incorrere in condizioni di permeabilità intestinale.

Possiamo evitarla mappandola (tramite il test del microbioma, un’analisi delle feci di genetica molecolare che permette di conoscerne l’esatta composizione) per poi andare a variare la dieta ed integrare specifici probiotici e prebiotici.

Il nostro intestino ha un imponente sistema immunitario (tessuto linfoide) associato alla mucosa intestinale (GALT), in stretto contatto con il resto del sistema immunitario. La ricerca scientifica ha evidenziato come, in casi di patologie autoimmuni, i processi inizino molti anni prima della presenza dei sintomi clinici.

È stato possibile, infatti, trovare autoanticorpi specifici tramite analisi ematiche, molto prima della comparsa della patologia, evidenziando come la loro diffusione inizi proprio dalle mucose intestinali.

 


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