Diarrea e dolore addominale dopo i pasti? Forse potresti soffrire di Gluten Sensitivity.

La sensibilità al glutine non celiaca, conosciuta anche come “Gluten sensitivity” è un disturbo caratterizzato da tutta la sintomatologia della malattia celiaca nonostante sia stata esclusa da accertamenti medici: in questo caso i pazienti, come nella malattia vera e propria, traggono beneficio da una dieta priva di glutine.

La celiachia è una malattia autoimmune dell’intestino tenue che, dopo l’ingestione di alimenti contenenti glutine, scatena una risposta immunitaria che ne danneggia la mucosa provocando sintomi tipici come dolore addominale, stipsi, diarrea cronica, anemia, stanchezza psicofisica e ritardo nella crescita dei bambini.

La sua diagnosi avviene con esami medici durante una dieta contenente glutine e si basa su:

  • presenza di elevati livelli di anticorpi (Iga ed anti-endomisio) nel sangue,
  • appiattimento dei villi intestinali rilevato da biopsia effettuata durante l’esecuzione di una gastroscopia.

Negli ultimi anni, però, si è assistito ad una crescita sempre maggiore di patologie legate al glutine che, pur non coinvolgendo il sistema immunitario, sono caratterizzate da sintomi analoghi a quelli della malattia vera e propria che compaiono rapidamente in seguito al consumo di glutine e, altrettanto velocemente, scompaiono quando viene eliminato dalla dieta.

Una ricerca internazionale, presentata sulla rivista “Gut”, ha fornito una possibile spiegazione dei sintomi gastrointestinali presenti nei pazienti con gluten sensitivity: in queste persone, il contatto tra alimenti farinacei e mucosa intestinale scatenerebbe una risposta immunitaria acuta con comparsa di gonfiore addominale o diarrea subito dopo aver ingerito alimenti come pasta, panini o pizza.

Analizzando le molecole contenute nei prelievi sierici di pazienti celiaci e confrontandoli con quelle di pazienti che lamentavano sintomi simili pur non avendo la malattia, è emerso che le persone affette da gluten sensitivity presentavano marcatori di danno alle cellule intestinali ben più elevati rispetto a quelli misurati nei pazienti celiaci.

I ricercatori, inoltre, hanno evidenziato come i pazienti affetti da questa patologia siano maggiormente esposti al rischio di permeabilità intestinale: una condizione seria che può portare al circolo di batteri nocivi nel nostro organismo provocando la comparsa di malattie degenerative ed autoimmuni: in questo caso, è sempre consigliabile rivolgersi al proprio nutrizionista per effettuare un test del microbioma intestinale (esame basato sulla coprocoltura che permette di conoscere l’esatta composizione della flora batterica) e modificare la dieta includendo anche, ove necessario, l’integrazione di specifici ceppi batterici e di prebiotici.

La diagnosi di questa patologia avviene per esclusione dato che, ad oggi, non esistono test scientificamente riconosciuti a livello internazionale pertanto, ove non presenti i marcatori specifici della celiachia in esami ematici e biopsie endoscopiche ed in presenza dei sintomi tipici che scompaiono all’eliminazione del glutine dalla dieta, si può parlare di sensibilità al glutine non celiaca.

Spesso, anche chi è affetto da sindrome dell’intestino irritabile (IBS) può presentare gluten sensitivity: si stima, infatti, che una percentuale tra il 25 ed il 35% ne soffra quotidianamente.

Un’alimentazione errata ed eccessiva, prolungata per molto tempo, rappresenta una delle primarie cause di questo disturbo.

Il trattamento si basa sull’adozione di una dieta equilibrata e priva di glutine, per permettere una disinfiammazione della mucosa intestinale ed il corretto ripristino della flora batterica. Bisogna sempre evitare il fai da te ma rivolgersi al proprio nutrizionista di fiducia, anche per garantire la soddisfazione di tutti i bisogni alimentari con le giuste combinazioni in modo da sopperire all’eliminazione dei farinacei. In particolar modo, si dovrà porre attenzione all’apporto di fibre e di zuccheri semplici.

Anche la dieta Fodmap può essere un valido aiuto nella risoluzione del problema, andando ad eliminare gli zuccheri fermentabili che sono scarsamente assorbibili e vengono fermentati dai batteri del colon causando gonfiore e dolore addominale: si tratta di un protocollo alimentare di eliminazione cui deve seguire una reintroduzione graduale e progressiva di tutti gli alimenti in modo da migliorare la qualità della vita nei soggetti affetti da Gluten Sensitivity ma anche da colon irritabile.

Anche lo stile di vita andrebbe adeguato: periodi fortemente carichi di stress emotivo possono peggiorare la condizione. In questo caso, l’attività fisica può essere di grande aiuto sia per scaricare la tensione che per mantenere in forma il nostro organismo.

Da ricordare sempre che, per parlare di celiachia, non basta solo la presenza di una sintomatologia grave ma occorre sempre dimostrarne la presenza mediante gli esami specifici di cui ho parlato all’inizio dell’articolo.

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