Variabilità cardiaca (HRV), ansia e stress

Ansia e stress sono dei nemici silenziosi che ci portano ad assumere comportamenti che, a lungo andare, possono danneggiare il nostro organismo sia dal punto di vista alimentare (si tende, infatti, a mangiare di più ed in modo sregolato) che dal punto di vista organico (si abbassano le difese immunitarie, aumenta la pressione e si rischiano complicazioni dal punto di vista cardiovascolare e nervoso).

Spesso, non riusciamo a renderci conto di quanto possano essere dannosi e tendiamo ad assecondare il problema dato che non manifesta particolari sintomi nell’immediato. Inoltre, la società moderna ci ha portato a ritmi sempre più frenetici che, ormai, sono diventati per noi la normalità quotidiana.

Un tempo si credeva che il battito cardiaco, a riposo, fosse regolare (tipo un metronomo) ma, un recente studio condotto dall’esercito americano, ha permesso di sviluppare una tecnica di elaborazione dati in grado di utilizzare la variabilità della frequenza cardiaca (HRV) come indicatore oggettivo sia per la diagnosi che per il controllo delle strategie terapeutiche anti-stress.

Il nostro cuore, infatti, batte con una frequenza leggermente irregolare e l’HRV è un indicatore che evidenzia le impercettibili differenze di tempo tra un battito e l’altro: questo parametro viene interamente gestito dal sistema nervoso autonomo che controlla tutte le funzioni vegetative (le azioni che non vengono controllate in modo volontario).

Questa differenza nei tempi di contrazione tra un battito e l’altro, nell’ordine di alcuni millisecondi, è correlata alle interazioni pressorie dell’attività respiratoria e dalle influenze del sistema nervoso simpatico e parasimpatico sul muscolo cardiaco: questi ultimi agiscono in modo contrapposto: il primo accelera i battiti, il secondo li rallenta, in un continuo gioco di rimbalzo.

L’analisi della variabilità cardiaca permette di identificare, in pochi minuti, lo stato del sistema nervoso autonomo per conoscere se si è in una situazione di iper o ipo attività di uno dei due rami ed intervenire, successivamente, per ripristinare e ristabilire il corretto equilibrio.

Più la variabilità è bassa, più sono alti i livelli di stress e viceversa: questo permette di poter osservare, in pochi minuti ed in modo tangibile la salute del nostro cuore e del nostro cervello.

Tenere sotto controllo ed allenare l’HRV può essere un vero e proprio toccasana: si può agire sia rimodulando le proprie attività che, in modo più semplice, con degli esercizi mirati di respirazione, stimolando l’attività vagale.

Vi consiglio di parlarne sempre con un professionista esperto, in modo da pianificare con lui un piano di azione finalizzato al recupero del proprio benessere psicofisico: questo avrà numerose ricadute positive per tutte le situazioni in cui è coinvolta un’eccessiva attività del sistema nervoso simpatico come, ad esempio, la gestione dell’ansia, i disturbi psicosomatici e l’over-reacting.

Controllando la respirazione, possiamo controllare sia il cuore che il nostro cervello, riportando il nostro corpo ad una condizione di perfetta efficacia, riducendo tutte le condizioni disfunzionali che limitano le nostre capacità e ci portano ad accumulare tensione.

Allenare la variabilità cardiaca può essere ottimo anche per atleti e sportivi dato che consente di migliorare le proprie performance in vari modi:

  • individuazione precoce e prevenzione di situazioni di sovraccarico,
  • potenziamento delle capacità di recupero,
  • maggiore efficienza cardiocircolatoria.

Una costante pratica di questi esercizi può rendere permanenti i cambiamenti fisiologici indotti, portando ad una maggiore capacità di controllo e gestione degli eventi stressanti.

Se ritenete di vivere condizioni di ansia, stress e tensione, possiamo effettuare la misurazione dell’HRV in Studio: un esame assolutamente indolore, facile e veloce; in caso di stress cronico, invece, possiamo optare per un’analisi più approfondita che va a monitorare l’HRV per 24/48 ore, permettendo di valutare la tipologia di stress e la qualità del sonno.

Con gli esiti, sarà possibile darvi consigli pratici per ottimizzare la situazione.

 


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